Amici, finalmente la pioggia, che per  alcuni giorni  e’ caduta fine, rendendo difficile gli spostamenti, oggi non cade piu’. Il nostro e’ pero’ un modo di ragionare un po’ egoístico, perche’ qui la gente ha accolto questo tempo di pioggia con grande gioia, dato che erano quasi sei mesi  che non scendeva piu’ ed i pascoli e le colline intorno apparivano secchi ed il bestiame magro e sofferente. Ora e' primavera inoltrata ed il paesaggio e’ decisamente piu’ piacevole alla vista. Gli alberi verdeggiano, le grandi piante di fiori iniziano a manifestarsi in tutto il loro splendore cosi come quelli di frutta. Qui vicino alla casa ce ne sono molti di “manga” gia’ carichi di frutti che, quando saranno maturi, i bimbi ed anche gli adulti adorano succhiare.

Domani, dato che le condizioni delle strade senza asfalto sono migliorate, vorremmo proprio recarci nella “fazenda” del grande amico di don Gianni, Joaquim Cabral e don TeresinaSul nostro sito e’ riprodotto il bellissimo vídeo (diviso in 6 parti) che racconta la storia di questo grande uomo che tanto bene ha fatto in favore dei bambini di strada. Invitiamo tutti a prenderne visione, semplicemente cliccando sul link che segue:
 

Oggi le suore, in compagnia di Roberto e Andreia, una giovane del posto che si e’ resa disponibile per collaborare con loro, si sono recate a Nova Modica per incontrare alcune famiglie di quella comunita’ ed iniziare anche la’ i primi contatti, mentre Luciano si e’ fermato in casa per parlare un po’ in tranquillita’ con donna Celeste, sistemare alcune cosette di ordine burocratico finanziario, extremamente importanti per il buon andamento della missione e ripristinare il camino collocato nella grande cucina della casa. Don Gianni lo adorava e lo accendeva spesso nelle fredde (si fa per dire) serate d’inverno. Zia Neusa, la cuciniera di casa, ha subito sistemato una grande pentola col minestrone che stasera consumeremo insieme.

  

I giorni passano ed iniziamo a sentire un po’ di “saudade” di questi luoghi e di questo popolo, anche se e’ fortíssima in noi anche quella dell’Italia e delle nostre famiglie che riabbracceremo il 3 novembre prossimo.

A risentirci,   LUCIANO e ROBERTO