Amici, oggi e' domenica ed abbiamo partecipato alla S. Messa a Nova Modica celebrata nel cortile della scuola comunale, dato che la chiesa parrocchiale e' in "reforma", cioe' sono in corso i lavori di rifacimento del pavimento. Oggi non ci va di raccontare la giornata, anche perche' vogliamo stare in assoluto riposo per essere pronti ad iniziare domani quello che sara' il periodo piu' impegnativo, intenso e problematico del nostro viaggio.

Perdonateci quindi se vi proponiamo oggi una breve riflessione che ci pare adatta in questo momento tanto difficile della nostra storia, sia in Italia che in Europa ed oseremmo dire in tutto il mondo.

Da quanto ci e' dato di vedere in questi giorni in questa parte del pianeta, crediamo che oggi sia necessario credere un po' di piu' nella semplicita' e nell'umilta' e ritornare il piu' rapidamente possibile ad uno stile di vita molto piu' semplice, povero, sobrio ed essenziale. Nella nostra Italia, tanto per non parlare sempre degli altri, abbiamo troppe paure e cerchiamo troppe sicurezze. E' piu' comodo e piu' facile.

Il denaro da noi, pur in una situazione di crisi economica, e' il dominatore di tutta la realta'. Qui in Brasile stiamo sperimentando una cosa bella. Noi siamo ricchi nei confronti della quasi totalita' delle persone del posto, pero' siamo costretti anche noi in qualche modo a uno stile di vita piu' semplice e piu' povero e, come diceva Don Gianni, ci stiamo rendendo conto anche noi che il mondo lo salvano i poveri. In Brasile ricchezza vuol dire corruzione, ingiustizia. Sono rari i casi di persone ricche che siano umane, autentiche e cristiane. Il mondo dei poveri e' estremamente diverso. Per questo ci stiamo convincendo che il mondo lo salvano i poveri: perché l’accoglienza vera al messaggio evangelico è nel cuore del povero, di colui che riesce a sottrarsi al dominio del principe di questo mondo e che sa inginocchiarsi non davanti alle quotazioni di Borsa ma davanti al Signore.

Come diceva in un’intervista un missionario toscano che viveva in una missione brasiliana "c’è da mostrare i segni della passione di Cristo agli uomini di oggi. Il mondo di oggi ha bisogno di vedere gli stessi segni della passione di Gesù Cristo. Noi non possiamo appartenere alla Chiesa di Giuda che vende la vita per il denaro, ma alla Chiesa del Cristo risorto che offre la vita gratuitamente e che mostra agli uomini di oggi lo stile del servizio, della povertà, lo stile dell’obbedienza a Dio, lo stile dello stare accanto agli ultimi. Ecco, se vogliamo mostrare al mondo il volto di Gesù Cristo risorto, i segni devono essere questi".

Noi condividiamo totalmente questa posizione e vorremmo in qualche modo proporla a tutti con la massima semplicita', senza volerla imporre a nessuno logicamente, ma dicendo con molta chiarezza che questo e' quello in cui noi crediamo e che cercheremo, con umilta', di vivere da oggi in avanti.  

A presto,     LUCIANO  e   ROBERTO