Amici carissimi,

pur non essendo ne’ di religione ebraica e neppure nostalgici del “ventennio”oggi abbiamo deciso di festeggiare il sabato e quindi niente viaggi nella missione e niente uscite particolari.

La nostra giornata, iniziata come sempre molto presto, l’abbiamo vissuta qui in casa di Don Gianni, affrontando quelle che sono le problematiche della casa e della famiglia stessaStamane abbiamo visitato la grande “orta’ (orto in italiano) che misura oltre 1000 metri quadrati e dove vengono coltivate fantastiche verdure: insalate e cavoli di vario tipo, pomodori, carote, cipolle, fagioli, e molte altre verdure tipiche del Brasile, delle quali sinceramente non ricordiamo neppure i nomi.

 

Spiccano nell’orto bellissime piante di banano, di manjoca, di papaia, di maracuja’, di mango, ecc.  Ora pero’ dobbiamo risolvere il problema  della persona che  se ne dovra’ prendere cura a tempo pieno, in quanto l’addetto  (sig. Buteja) ha dovuto trasferirsi a S. Paulo con la famiglia. Questo nuovo addetto  dovra’ affiancare il buon Osvaldo che si cura anche dell’allevamento dei polli (circa 300) e di quello dei conigli, che abbiamo appena iniziato (circa 50). Sia i primi che i secondi sono ottimi da mangiare in quanto allevati col sistema biologico e molto indicati per il tipico “churrasco brasileiro” che questa sera abbiamo gustato nella casa dei nonni paterni di Giovannina, figlia di Fernanda, terza degli otto figli adottivi di Don Gianni.

Tutto sommato quindi la giornata non e’ stata tanto “cansativa” (faticosa), ma ci voleva proprio um giorno relativamente tranquillo,  in quanto i prossimi 30 giorni saranno estremamente impegnativi.

Un  abbraccio a tutti,     Luciano e  Roberto