E’ facile in questi giorni di festa

dare le briciole del nostro superfluo a chi non ha nulla

quando la tavola della nostra sazietà

trabocca di ogni esagerato peccato di gola

è facile regalare un vecchio giocattolo che non ti serve più ad un bambino povero

quando la tua spaziosa e confortevole cameretta è diventata il ripostiglio disordinato

di altri mille nuovi giochi

che in nome di Babbo Natale ti sono stati regalati

è più facile diventare generosi con il tuo prossimo

quando hai la certezza che ne avrai da questi

molta più riconoscenza di quanta tu ne hai data a lui

è facile sentirsi allegri

quando al riparo della tua intimità

l’euforia della festa ha ovattato il grido di disperazione di tutti quei seimila bambini

che non sanno neppure che oggi è Natale

e che forse questa notte non vedranno spuntare le stelle sopra il loro cielo

oggi è facile persino pregare

inutile convenienza per rassicurare la propria coscienza

di essere il privilegiato di quella “pace in terra”

promessa dagli angeli sopra la capanna di Betlemme

“agli uomini di buona volontà”

Difficile però fare di ogni giorno un nuovo Natale

senza tavole imbandite

senza giocattoli nuovi

senza regali da scartare

senza compromessi con la tua coscienza

ma solamente con la forza delle tue braccia per sorreggere chi è caduto

un sorriso per chi è triste

un abbraccio per chi è solo

una carezza per chi piange

e una speranza per chi non crede

e per chi non ha più mani

per stringere quel piccolo Bambino dentro un’umile mangiatoia

che oggi è nato per tutti noi.

 

Elio Sacco