"Natale un'altra volta"

 

Ho parlato ai miei figli distratti da troppi inutili giochi
delle feste di Natale di un tempo
quando negli occhi ormai sbiaditi dalla messa di mezzanotte
i regali dei nostri Gesubambino arrivavano tardi
sempre troppo tardi
come se per quell'anno non meritassimo di averne diritto.
 
La mattina della festa
ancora frastornati dal confuso scambio di auguri
ci si trovava seduti per terra accanto all'albero illuminato
per convincerci di essere stati buoni
e sperare che la lettera indirizzata a Babbo Natale fosse davvero giunta a destinazione.
 
E ci si sentiva orgogliosi dei nostri pacchetti da scartare
anche se portavano i segni evidenti di una bellissima arancia rossa
ancora avvolta nella sua carta velina
o di un piccolo libro di fiabe
come quelle che ci raccontava la mamma prima di dormire
mentre i grandi spiando attraverso i vetri appannati della finestra
osservavano preoccupati la nuova nevicata.
 
Per la stanza si diffondeva lentamente il profumo della buccia lasciata sulla stufa
ed ognuno
anche noi bambini
potevamo raccontare le nostre storie
sicuri che qualcuno le avrebbe ascoltate.
 
Ma ora chi spiegherà ai miei figli
l'incontrollabile frenesia di svegliarci presto
per correre a sciogliere il fiocco elegante del nostro regalo
ora che la loro fantasia si è fermata
nel reparto giocattoli del vicino supermercato?
 
Chi darà loro la contentezza di quella piccola arancia rossa
custodita con cura per il timore che mangiandola
non avremmo avuto più niente da mostrare agli amici?
 
Un Natale breve oggi
come breve è la voglia di giocare con qualcosa che non ci piace più
un giorno ricopiato sulla falsariga di una gioia incapace di essere divisa con gli altri
mentre sprofondati in comodissimi divani si aspetta solo che arrivi sera
per ricominciare a chiedersi che cosa desiderare la prossima volta.
 
Oggi non chiamatemi con voi
ma lasciatemi da solo seduto accanto all'albero illuminato
con il mio vecchio libro di fiabe
e la carta velina di una bellissima arancia rossa
perché mentre voi fingete di essere sorpresi dai regali che avete ricevuto
io riscopro di nuovo fra il grigio dei miei capelli
i segreti della mia giovanile spensieratezza.

 
e. s.