Pescador, 28 Maggio 2008

Lettere di Don Gianni Sacco

Carissimi parenti ed amici,

la mia salute sta migliorando lentamente e ringrazio sinceramente il Signore che mi fa trovare medici competenti e premurosi, e tutto quel calore umano che la gente del posto mi manifesta in mille modi.

Nonostante tutto però penso che neppure quest’anno riuscirò a fare un po’ di vacanza in Italia. Avevo pensato di venire durante i mesi caldi, ma le ultime chemioterapie di rinforzo, come dicono i medici, dovranno terminare a fine mese prossimo e, non potendo prevedere in quali condizioni fisiche possa trovarmi a fine giugno, preferisco non fare progetti senza avere una certa sicurezza. La volontà di Dio si manifesta in questo modo e sicuramente sarà per quel bene che il Signore ha già programmato, secondo i suoi progetti.

Esiste però un problema di ordine materiale che ha bisogno di una soluzione.

Quando passo qualche tempo in Italia ricevo sempre dal vostro cuore generoso i mezzi che mi permettono di far fronte a tutte le spese che devo sostenere qui in Brasile per aiutare gli otto figli adottivi che ho in casa e per condurre a buon fine quelle iniziative rivolte soprattutto a soccorrere i poveri ed in modo speciale i bambini abbandonati o con serie difficoltà nelle loro famiglie.

Non avendo avuto le vacanze in Italia lo scorso anno, le mie riserve sono totalmente esaurite ed al loro posto sono subentrati debiti tanto fastidiosi, perché ho dovuto spendere molto per le mie cure e per concludere lavori già iniziati che non si potevano lasciare incompiuti.

Cito ad esempio la ristrutturazione della casa-famiglia di Itambacuri dove accogliamo bambini abbandonati, ammalati, incapaci mentalmente, che arrivano per ordine del giudice dei minorenni.

Per questi lavori una famiglia amica di Bra ha elargito 20.000 euro, ma le opere vanno sempre oltre i preventivi, per cui sono stato costretto a fare debiti per concludere il progetto e rendere pienamente funzionale il centro.

Gli impegni che ho assunto per quest’opera, ritenuta assolutamente necessaria, ed altri che ho dovuto assumere per aiutare un centro di accoglienza per alcolizzati e drogati affidato alle mie cure, hanno fatto ammontare i miei debiti a qualche decina di migliaia di euro che vorrei al più presto estinguere.

Trovandomi quindi nella impossibilità di venire in Italia per raccogliere fondi tra parenti ed amici, mando questa lettera per chiedere se vi è possibile aiutarmi in questa circostanza delicata.

Trovo il coraggio di bussare alla porta del vostro cuore, perché le offerte che ricevo, deducendo qualcosa per la salute, le spendo tutte per aiutare gli altri e nelle mie tasche non rimane mai un soldo che io consideri di mia proprietà.

Da parte mia non saprei come ringraziarvi e cerco di essere riconoscente offrendo per tutti voi quelle sofferenze che il Signore mi manda. E’ questo l’unico modo con cui possa dimostravi la mia riconoscenza.

Vi giungano graditi i miei saluti più cordiali con le benedizioni che per Voi prego dal Signore.



Aff.mo Don Gianni Sacco