Pescador Natale 2005

Lettere di Don Gianni Sacco

Carissimi,

iI Santo Natale viene a portare al mondo l’invito gioioso alla bontà, alla fraternità, alla dolcezza della culla di Gesù ed alla speranza di vedere il mondo fiorito di occhi di bimbi felici, che si uniscono al coro degli Angeli, per cantare “ Pace “ al mondo ancora troppo martoriato dall’odio e dalla violenza.

Quando la luce della bontà vincerà le tenebre, Dio sarà glorificato e l’ umanità potrà vivere felice; intanto la speranza non muore perché la bontà è ancora molto grande nel mondo.

Tra le mie esperienze vissute, ricordo alcuni fatti, vicini e lontani, che aiutano a ravvivare ogni giorno questa speranza.

La moglie di un certo Serafim “barba branca“ era a letto paralitica, in una povera stamberga, dove cinque bimbi denutriti, attorno a lei, la guardavano a lungo, attoniti e silenziosi.

La donna aveva piaghe da decubito molto grandi e maleodoranti, ed aveva bisogno di una assistenza speciale anche per le altre necessità personali.

Il marito doveva lavorare a giornata per portare a casa qualcosa da sfamare i bimbi, per cui la casa rimaneva in stato di abbandono, infestata da un nugolo di mosche fastidiose ed insistenti, e ammorbata da odori malsani.

Le donne “ pie “ che avevo invitato a prendersi cura della povera infelice avevano rifiutato adducendo ragioni sempre “ valide “ per chi non ha voglia di occuparsi degli altri.

Ritornando a casa dell’ammalata, ho trovato, seduta in un canto, una donna che in paese non godeva buona fama. Era preoccupata per le condizioni dell’amica paralizzata a letto ed aveva gli occhi arrossati dalle lacrime.

Le ho detto: “Teresa, ti sentiresti di curare questa signora, fare le medicazioni, ripulire la casa, lavare la biancheria e far da mangiare a questi bimbi? Io ti porto il necessario “.

“Mi porti anche una bottiglia di acquavite - soggiunse – perché per lavare certi panni alla roggia ci vuole dello stomaco, ed io con un goccio di acquavite mi faccio coraggio! “.

“Va bene! Allora combiniamo per il tuo pagamento! Cosa ti posso dare alla fine di ogni settimana? “

“Ma non ci pensi neppure, ci mancherebbe altro! “ mi rispose.

La casa era diventata pulitissima, persino profumata, i bimbi avevano i loro pasti regolari e la povera ammalata riceveva tutte le cure e la biancheria, lavata e stirata a tempo ed ora.

Dopo tre settimane la povera donna è andata in Cielo, lasciando cinque figlioli orfani ed il povero Serafim in lacrime, sconsolato.

La missione di Teresa era terminata. La chiamo, le parlo dicendo che il suo sevizio era stato ammirevole e, ringraziandola, le offro dei soldi, una somma buona.

Mi guarda e rifiuta decisamente.

Le dico: “Teresa questi soldi non sono per pagare il tuo lavoro, perché la tua bontà potrà pagartela solo il Signore, ma è appena un aiuto perché anche tu vivi tra tante difficoltà…”

“Ma se io accetto i soldi dove va a finire la carità? Non voglio niente, grazie! “

Alle mie insistenze, ancor più risoluta dice: “Allora mi risponda: quanti soldi si è fatto pagare il Cireneo per aiutare Gesù a portare la Croce ? “.

Povera Teresa: qualche anno dopo è andata anche lei in Paradiso, perché nonostante avesse il nome di prostituta aveva però Dio nel cuore…..

Ci sono fiori bianchi e profumati anche nelle “paludi“ !

Ricordo un’altra donna: Maria, arrivata molto tempo fa in quella zona con suo marito Esuperio e con poche cose in un sacco, a cercarsi un pezzo di terra, rubandola alla foresta, per farsi un campetto da coltivare.

Veniva sempre alla Messa nella Cappella della Pedra Riscada, cantava a memoria l’Ufficio della Madonna, i sette dolori della Vergine ed era felice e sorridente, immancabilmente.

Ha avuto dodici figli con suo marito e ne ha accolto insieme con i suoi, otto adottivi, figli di parenti e vicini che morivano per malattia o per incidenti nel lavoro insidioso della selva.

Maria di Esuperio, come la chiamano, è tutt’ora vivente e gode ottima salute.

Un altro fatto che mi ha colmato il cuore di gioia, proprio in questi giorni, è l’adozione di Luisinho.

Questo bimbo è un bel morettino, intelligente, simpatico, di quattro anni circa.

Accolto nella Casa-Famiglia annessa al Centro Infantile della vicina Nova Mòdica, era portato sovente a casa mia, a Pescador, e come gli altri mi chiamava “papà”.

Io gli facevo le coccole e lui mi sorrideva beato.

In ottobre, mentre mi trovavo in Italia, una coppia di italiani di Rimini l’ha ottenuto in adozione e, dopo averlo preso in consegna proprio a casa mia, logicamente l’ha portato con sé nella cittadina di Itambacuri, a 50 Km. da Pescador, dove è in corso il processo di adozione, e dove devono soggiornare fino alla fine del mese di novembre per adempiere alle formalità della legge.

Luisinho è stato così felice di aver trovato un padre definitivo ed una madre per sempre che non ha avuto nessuna difficoltà ad inserirsi nella famiglia, tanto più che vi ha trovato un fratellino di sette anni, anche lui figlio adottivo della coppia.

Il piccolino parla sovente di me ai suoi genitori, e loro mi hanno voluto conoscere.

Dopo qualche giorno dal mio rientro in Brasile sono andato a riabbracciare il mio angioletto, ma ho notato che non aveva più per me l’attaccamento che mi dimostrava prima, e confesso che ho sentito un certo dolorino in fondo al cuore, ma…. ho capito.

Aveva trovato quello che più desiderava avere al mondo e si era già talmente affezionato ai suoi genitori, soprattutto al padre, al punto di non darmi più quell’ importanza che, in passato, potevo avere io per lui. Ha ragione!.

La gioia di saperlo felice per sempre ha vinto il mio dolorino recondito, perché Luisinho ha trovato una famiglia meravigliosa e lascia dietro di sé la tristezza dell’abbandono del padre e l’infelicità della madre, povera creatura, debole di mente ed ubriacona.
************
Per il Natale dell’anno scorso avevo mandato una foto di bimbi della Casa-Famiglia, tra i quali c’èra Rita, che non camminava a causa della malformazione congenita dei piedini.
I suoi Angeli custodi, dall’Italia, hanno pensato alle cure necessarie ed ecco Rita, senza interventi chirurgici, con l’aiuto di semplici apparecchi ortopedici, ( come si vede nella foto ) se la cava già molto bene ed è felice.


Rita



Tra i nuovi allievi della Banda Musicale di Pescador c’è Nubia, una graziosa bimba di

tredici anni, particolarmente appassionata per la musica.

Nubia ha perso l’ultima falange del dito medio, dell’anulare e del mignolo della mano sinistra a causa di un incidente, ma riesce ugualmente a suonare bene il clarinetto, come se non avesse nessuna mutilazione. Siamo tutti ammirati!

La buona volontà di questa ragazzina è naturalmente di grande esempio agli altri suonatori.

L’altra banda, meno musicale ma forse più rumorosa, è quella di Filippo, coadiuvato dal suo vice-comandante: Icaro, che ha sette anni come lui.

Fanno i loro giochi, qualche scorribanda in cucina all’ora della merenda, sono particolarmente ghiotti di ghiaccioli, e quando si azzuffano, nel giro di pochi minuti trovano subito le condizioni di pace per ritornare amici come prima.

Per merito di questa “ banda “ la mia casa non ha l’aspetto austero e riservato della classica canonica, ma in compenso, insieme col chiasso, c’è molta allegria.
***********
Concludendo, mi sento sempre in dovere di ringraziare per il grande bene che ho ricevuto da tutti voi durante il mio ultimo soggiorno in Italia perché, tornato in Brasile, ho avuto ancora una volta la felicità di rivedere i poveri a casa mia, tornati puntualmente a prendere ciascuno la sua parte di pane, che posso spezzare tra loro, perché è il pane che voi avete preparato è offerto loro con gioia.

Proprio in questi giorni è venuta da me una giovane donna, con due bimbi, a chiedermi un telo di plastica dicendomi: “Se trovassi almeno un telo di pochi metri quadrati, con dei pali mi aggiusterei, con mio marito, a fare almeno una baracca, dove poterci ricoverare di notte con queste due creature, perché non potendo pagare l’affitto, ci sfrattano dalla catapecchia dove siamo ora “.

Quello che ho ricevuto da Voi va a beneficio di questi fratelli in difficoltà. Loro saranno sempre i nostri fratelli più cari ed affezionati.

E per farvi gli auguri di buon Natale ritorno ancora alle parole che S. Paolo scriveva ai cristiani di Efeso: “Dio mi è testimone che amo tutti voi con la tenerezza di Gesù Cristo “.

Il Santo Natale ci faccia capire che, tra noi, dobbiamo proprio volerci bene così, perché da Dio siamo sicuramente amati.



Aff.mo Don Gianni Sacco