Pescador, NATALE 2004

Lettere di Don Gianni Sacco

Carissimi Parenti e Amici,

quando riceverete questa lettera, sperando che arrivi in tempo utile, starete già respirando aria di Natale, con tutto il suo incanto, la sua poesia, e l’impaziente attesa dei bimbi.

E noi adulti già maturi ritorniamo, idealmente, ai Natali della nostra infanzia, sentendo ancora in cuore tutta la dolcezza della santa ingenuità con cui aspettavamo il passaggio di Gesù Bambino.

I regali modesti che trovavamo, nelle stanze fredde, il mattino del 25 dicembre ci colmavano di felicità per diversi giorni. I nostri genitori avevano poche disponibilità,…poi erano gli anni della guerra…ma eravamo felici.

Qui in Brasile il Natale ha tutto un altro aspetto. Se il tempo sarà piovoso avremo un po’ di fresco, altrimenti avremo un caldo soffocante. In compenso, però, la gente povera sente, meglio che altrove, di essere tanto amata da quel Bimbo che si è fatto figlio di gente povera, per nascere tra i pecorai di Betlemme, come i bimbi che nascono qui nei casolari miseri delle praterie.

Il Natale ci porta necessariamente a pensare ai bimbi.

E’ tanto bello pensare ai bimbi felici a cui non manca nulla, ma il cuore spontaneamente si sente attratto dalla compassione per quei bimbi a cui manca tutto, soprattutto l’affetto del papà e della mamma.

Nella foto acclusa vedete alcuni bimbi: fanno parte del numero dei bimbi senza famiglia.

Sono ospiti della casa accoglienza costruita vicino all’Asilo nuovo della vicina Nova Mòdica.

Il giudice della zona me li manda in affido, con regolare documentazione, per salvarli da tragedie familiari inqualificabili.

Nella mia qualità di presidente dell’opera, li ricevo in carattere provvisorio perché si dovrebbe provvedere loro una famiglia adottiva nel minor tempo possibile. Poi, invece, le cose vanno sempre per le lunghe. Si stenta a trovare genitori adottivi. Subentrano timori e preconcetti da parte di chi potrebbe amarli come figli.

Intanto queste povere creature soffrono. Si illudono che qualche visitante vada a prenderli per portarseli a casa. Poi tornano alla loro tristezza e alla loro solitudine, anche se la coppia che li assiste cerca di offrire loro buone maniere e tanta attenzione.

Particolarmente triste è Pamela di 11 anni col rossetto. I due maschietti a fianco sono fratelli tra loro e Rita, di sei anni, con la cuffietta azzurra, è arrivata pochi giorni fa con una deformazione congenita ai piedini.

Riesce a camminare molto male in punta di piedi, fa pochi passi, poi si deve appoggiare ad una parete per potersi mantenere in piedi. Quando riesce a fare qualche passetto in più, si cerca subito un appoggio e, poi, sorride felice.

Se non avessi 72 anni già compiuti, li porterei tutti a casa mia. Sarebbero quindici bimbi.

Niente paura: tanto il Padre è ricco, nutre anche gli uccelli del cielo e veste splendidamente i gigli del campo.

Io vivo il martirio silenzioso e nascosto del cuore che soffre leggendo l’infelicità negli occhi di tanti innocenti, senza poter far qualcosa di meglio per renderli felici.

In Brasile la situazione dei bambini abbandonati, purtroppo è ancora una piaga sociale ed una tragedia.

Verso la metà di novembre una signora che coordina le adozioni internazionali nel Minas Gerais è venuta a visitare personalmente l’Asilo nuovo e la casa di accoglienza.

I bimbi della foto, pensando che fosse una persona venuta a prendere qualcuna di loro, l’hanno abbracciata e baciata con tutta la loro voglia, per rimanere delusi, poi, alla sua partenza, al punto che la signora, vedendo la loro tristezza è scoppiata in un pianto dirotto.

E nel tratto tra Nova Mòdica e Pescador, mezz’ora di macchina, è rimasta taciturna e silenziosa, asciugandosi le lacrime, per risentire poi una forte emozione quando, a Pescador, è stata salutata dagli adolescenti della Banda Musicale, che le hanno eseguito qualche musica italiana dei bei tempi passati, come la Piemontesina e Campagnola bella.

Dando uno sguardo ai miei adottati devo ringraziare il Signore per quello che imparo convivendo con loro. Tra l’altro, ora, mi riesce anche molto più facile capire le preoccupazioni ed il peso della responsabilità di chi deve educare i propri figli,soprattutto nel mondo di oggi. Delusioni amare e lacrime comprese.

Filippo, l’ultimo arrivato, con sei anni è la felicità di tutti. Chiede sempre se domenica è già Natale, getta briciole ai passerotti che saltellano in cucina mentre siamo a tavola e li saluta con la sua manina. Mi chiede se nel loro nido hanno il letto per dormire. Ogni tanto fa i capricci: pesta i piedi e piagnucola per le sue cosette, ma, richiamato all’ordine si rasserena perché tutti gli dicono: “ Guarda come diventi brutto! “.

Carlino si è messo a far giudizio: speriamo che non si stanchi. Gli altri sono nella normalità.

Tornando in Brasile dopo il mio breve soggiorno in Italia, anche se con un po’ di rammarico di non aver potuto dare a tutti gli amici tutta l’attenzione dovuta, ecco che in uno dei primi giorni, dopo l’arrivo, ricevo la visita di una persona importante che mi porta un bel regalo.

Una bambina di otto anni è venuta da me a dirmi: “ Sono così contenta che sei tornato che ho voluto portarti una bella cosa! “. La mamma, timidamente si faceva premura di dirmi : “ Deve scusare tanto, sa, ma nella nostra casa era il meglio che avrebbe potuto trovare! “.

Era un bicchiere. Un bicchiere comune. Ma offerto con tanta grazia e con tanta purezza di cuore, e con un bacino così affettuoso, che mi ha fatto felice, infinitamente di più di quella decorazione che, alcuni anni fa, ho ricevuto a Belo Horizonte, dal Governatore del Minas Gerais, in riconoscimento ai miei “ alti meriti umanitari , passando tra due file di gendarmi sull’attenti, in uniforme di gala.

Un’altra cosa bella che mi ha riempito il cuore di tenerezza è il modo in cui due giovani sposi in difficoltà economiche mi hanno chiesto un aiuto. Il marito mi ha scritto:

“Carissimo Don Gianni, le comunico che Amore aspetta il nostro secondo bimbo e noi siamo in difficoltà, perché io sono ancora disoccupato. Amore è preoccupata perché vorrebbe poter comperare una culla, anche semplice, per adagiarvi il bimbo. Anche a me piacerebbe vedere Amore meno preoccupata, perciò vengo a chiedere se ci può aiutare a comperare la culla per il nostro secondo figlio. Se non dovesse aver la disponibilità di aiutarci, Amore dovrà però capire che un altro bambino, migliore del nostro ha dovuto accontentarsi di una mangiatoia con un po’ di paglia, in una grotta di campagna.

Scusi se veniamo a disturbarla e riceva i nostri ringraziamenti. Tanti cari saluti per lei da parte di Amore. Suo Ronaldo “.

Il bimbo, atteso per Natale o i primi di gennaio, avrà la sua culla perché la possibilità di aiutare questi coniugi, ricchi di evangelica semplicità, me la offrite sempre voi, Parenti ed Amici, con tanto amore e tanta generosità, che non saprò mai ringraziare abbastanza.

Quello che ricevo dalla vostra bontà non è mio: lo distribuisco regolarmente a chi si trova in necessità e, quando dovessi fare qualche debito per aiutare la povera gente, capisco che anche questo è un segno della bontà di Dio.

Il presidente del Brasile, Lula, cerca di venire incontro alla povertà di tanta gente con sussidi per gli scolari poveri, per le famiglie bisognose, per i piccoli agricoltori ( i pochissimi che ancora sopravvivono tra i latifondi della nostra regione ) ma gli squilibri sociali sono ancora troppi e gli oneri del governo sono troppo gravosi, appesantiti da una corruzione troppo sfacciata, nei settori dell’amministrazione pubblica.

Le strade asfaltate sono in deperimento e la nostra strada, i famosi 20 Km. di tortura, che doveva essere pronta per settembre, ancora una volta rimane senza speranza.

Ed io, ingenuo, ho abboccato ancora una volta alle promesse dei politici.

Una delusione in più. Ma considerando che al mondo ci sono situazioni peggiori, godiamoci ancora polvere e fango per tutto il tempo che il Signore vorrà. Quando il vento solleva il polverone di questa terra rossiccia, che mi prende in gola , mi viene da ridere da solo perché mi vengono in mente le strofette di una poesiola declamata, non ricordo dove, in omaggio al Re Carlo Alberto, in occasione di una sua visita ufficiale.

Le parole altisonanti erano:

“ Viva via il plebiscito, Margherito e suo marito,

che il coraggio ha dimostrato combattendo nel quadrato,

e resiste fin che vuole alla polvere e al sole “.

La Banda Musicale va bene, ringraziando il Signore. Il maestro Isaias se la cava bene con i suonatori in erba, ed il Maestro Sacco Ezio, direttore del Corpo Musicale di Bogogno mi fornisce sempre musiche facili e di effetto. Io lo ringrazio tantissimo per la sua bontà.

Le autorità giudiziarie della zona mi chiedono di presiedere ad una commissione, incaricata di ricostruire il Carcere di Itambacuri, in sostituzione dell’attuale lurido e disumano.

Accetto con l’intenzione di cooperare a costruire un ambiente dove il detenuto possa avere la possibilità di pregare, studiare, e praticare qualche sport per il suo recupero personale ed a bene della società.

Rivedo sempre i “ senza terra “ ancora in attesa di una sistemazione definitiva, e ritrovo due volte al mese, gli ex tossicodipendenti della comunità “ Rios de ãgua viva” di Ipatinga, a 200 Km. da Pescador.

Per il resto cerco di seguire il consiglio di S. Giacomo. “ Fratelli, considerate perfetta letizia ogni sorta di tribolazione o di prove che vi possono capitare….”.

Prove e tribolazioni ne abbiamo tutti: se le accettiamo come perfetta letizia stiamo molto più bene noi e faremo fiorire le rose anche dove ci sono tante spine.

Auguro a tutti un Natale di gioia e di speranza! Cristo ha tanto amato il mondo così com’è, ed è venuto per portare gioia e speranza. Nonostante tutto, credo che non abbia perso il suo tempo..

Diamo una bella stretta di mano al Signore e portiamo anche noi, come Lui, Gioia e Speranza.

Particolari saluti ed auguri agli amici Luciano e Bianca per tutta la loro bontà che hanno sempre verso di me, e la benedizione di Dio sia con tutti voi.



Aff.mo Don Gianni Sacco