Pescador,

seconda metà di giugno 2004

Lettere di Don Gianni Sacco

Carissimi parenti ed amici,

qualcuno potrà pensare che io sia morto, ma la verità è che tolto dall’impegno parrocchiale il 31 gennaio dello scorso anno, il mio campo di lavoro si è esteso notevolmente su di una superficie maggiore e con problemi non sempre leggeri.

Per me, la puntualità della corrispondenza è piuttosto difficile perché, l’unico tempo libero lo trovo alla sera, quando gli occhi si chiudono per la stanchezza o le vicissitudini della giornata.

Allora sono sempre in ritardo a dare notizie ed a ringraziare gli amici benefattori che mi sostengono sempre in questa mia lunga “ giornata “.

Mi conforta però sapere che godo ancora della comprensione e della bontà di tutti gli amici.

Venendo a qualche notizia circa la mia attività devo dire che l’assistenza ai carcerati di Itambacuri mi riserva qualche difficoltà, perché trovo da parte delle autorità civili un’indifferenza assoluta al problema di dover costruire un carcere nuovo, con ambienti adatti ad un lavoro proficuo di recupero dei detenuti.

I carcerati sono ancora stipati in celle luride, maleodoranti, condannati a trascorrere ore interminabili nell’ozio, senza speranze di miglioramenti.

Mi sono offerto per rimettere in ordine le celle con un gruppo di operai, ma le autorità mi dicono sempre: “ Vedremo poi, più avanti…”.

Per ora, è stato rifatto soltanto il tetto del vecchio fabbricato, che era in condizioni deplorevoli, con i mezzi offerti da un gruppo di giovani di Omegna, che l’anno scorso, ha trascorso un mese qui a Pescador, amorevolmente assistito dal bravissimo Don Davide.

Lo stesso gruppo sta inviando aiuti per costruire il piano superiore della casa degli anziani, dove poter accogliere ed assistere qualche povera creatura in più, che, arrivando al termine della vita e trovandosi senza famiglia, o in condizioni pietose, ha proprio bisogno di tanto affetto e delle cure necessarie.

Francesca Visconti, la giovane volontaria di Omegna, e le due suore: Caterina e Carmela sono gli Angeli custodi di questa povera gente.

Oltre a ringraziare, tra i benefattori, questo gruppo di giovani, devo un ringraziamento particolare al Sig. Teresio Piazza, ex sindaco di Omegna, che l’anno scorso si era unito ai suoi giovani concittadini in visita a Pescador.

Il sig. Teresio mi ha fatto avere, recentemente, la somma cospicua di 30.000// euro da distribuire dove la necessità fosse maggiore.

Con questi mezzi ho aiutato due centri per bambini abbandonati, qualche famiglia in miseria, l’accampamento dei senza-terra ed un istituto di recupero per drogati ed alcolizzati nel centro siderurgico di Ipatinga, a 200 Km. da Pescador.

In questo istituto vado periodicamente per aiutare materialmente e, soprattutto spiritualmente i tossico-dipendenti che ritornano alla normalità con le cure specializzate che ricevono.

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Al gruppo dei senza-terra che sto assistendo, nello scorso aprile, se n’è aggiunto un altro, accampato a pochi chilometri di distanza ( in Brasile gli accampamenti dei senza-terra di queste dimensioni sono almeno 95 ).

Nel primo accampamento la scuola non ha più il tetto di paglia ed ogni sala ha il pavimento cementato.

Sono in corso i lavori per i servizi igienici della scuola, un dispensario medico ed una cappella per le celebrazioni religiose.

Gli adulti, quasi tutti analfabeti, mi chiedono un generatore di energia elettrica, per avere la luce necessaria a frequentare la scuola serale,dato che durante il giorno lavorano nei campi.

Con l’annata buona di pioggia hanno raccolto riso,fagioli,arachidi e granoturco riducendo notevolmente la loro miseria cronica.

Ma le autorità non si sono ancora decise ad assegnare loro l’appezzamento che desiderano per sistemarsi definitivamente con la famiglia.

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A Nova Mòdica, a 22 Km. da Pescador, è quasi tutto pronto il nuovo asilo infantile costruito con gli aiuti dell’associazione SJAMO, diretta da Claudio Leucci, che ha sede ad Albenga e collaboratori sparsi in varie località, soprattutto ad Imperia.

Qualche giorno fa sono stato rieletto presidente di questo asilo infantile. Le mamme mi hanno onorato ancora una volta col loro voto di fiducia, anche se hanno scoperto, ormai, che la carne di cavallo che metto in freezer non diventa poi,carne di bue quando va in pentola.

Però la carne di cavallo fa bene ai loro piccini e loro se ne stanno contente ( in Brasile, come sapete, nessuno mangia carne equina. Alla gente fa senso. Ma qualcuno ha scoperto che è molto buona e, allora, incominciano a venir meno alle vecchie usanze ).

A Pescador la “ mia banda musicale va bene “ E’ composta da trentacinque elementi, tutti giovani o adolescenti, con eccezione di Isabella e João Paulo che hanno solo 11 anni e si fanno onore col clarinetto.

Abbiamo già fatto alcuni servizi anche fuori Pescador con successo, suonando pezzi facili e di effetto.

Il maestro viene tre volte alla settimana da Itambacuri per l’insegnamento della musica e per le prove. La banda di Pescador è stata invitata a partecipare ad un raduno di bande che si terrà ad Itambacuri (50 Km. ) il 28 agosto. I miei artisti sono già in subbuglio perché si sentono ormai valorizzati e lanciati sulla strada della “ celebrità “.

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L’ospedalino riaperto in marzo dal sindaco di Pescador è ritornato alla sua attività, e sembra che vada bene, anche se il Sindaco si aspetta un ritorno nel cuoricino delle urne elettorali, in occasione delle votazioni amministrative nel prossimo mese di ottobre.

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E “ dulcis in fundo “,tra due o tre mesi, saranno asfaltati i 20 Km. della strada che collega Pescador alla rete stradale nazionale. Non siamo ancora del tutto sicuri, ma sembra che questa volta sia la volta buona.

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Per quanto riguarda le notizie della “ famiglia “ sono lieto di annunciare che Fernanda, a 17 anni compiuti, uscita di casa il 4 ottobre dell’anno scorso, in cerca di libertà, è venuta a bussare alla porta del mio cuore, chiedendo che la ricevessi ancora come figlia.

Mi sono ricordato dei sandali nuovi, della tunica nuova, dell’anello e della festa per il figlio prodigo della parabola, e quando l’ho abbracciata, i nostri visi sono stati irrorati da lacrime di gioia.

Com’è delizioso il ritorno di una persona che si ama!

Carlo, ormai diciottenne,dopo tre settimane trascorse nel carcere lurido di Itambacuri per un furto in un negozio, alla fine di marzo è ritornato a casa. Per due mesi si è comportato bene, ma io non sono tranquillo, perché da qualche giorno non lo vedo ancora bene a posto.

Gli altri sei vanno bene, ossia, il loro modo di agire sta nei limiti della normalità. Filippo ha appena compiuto sei anni ed è molto intelligente.

In questi giorni scorsi il Signore ha voluto darmi una testimonianza in più del bene che mi vuole.

Una signora anziana molto buona, dimessa dall’ospedale dopo le prime cure per un fatto emorragico celebrale, ha voluto che la ricevessi a casa mia, dicendo che, per lei, io sono come un figlio.

Le abbiamo riservato una camera. Celeste la cura con amore, con l’aiuto di qualche parente, ed i bambini la circondano di affetto. Filippo ha detto alla sua maestra: “ La mia nonna è ammalata, ma guarirà. Io le dò tre baci tutti i giorni “.

Io ringrazio il Signore perché, sicuramente, farà bene anche ai ragazzi vedere e capire con quanto amore si debbano trattare le persone anziane, soprattutto quando sono ammalate.

Concludendo, spero di avervi dato le notizie principali sull’andamento del mio piccolo “ mondo “, e spero che il Signore mi conceda la gioia di poter trascorrere in Italia il prossimo mese di settembre, per un po’ di riposo e per avere il piacere di potervi riabbracciare e ringraziare personalmente, perché mi sento sempre più grandemente debitore per tutto il bene che mi volete.

La benedizione del Signore vi porti pace e tanta salute.

Io vi auguro ogni bene e vi saluto con tanto affetto e con profonda riconoscenza.



Aff.mo Don Gianni Sacco