Pescador 17.07.2003

Lettere di Don Gianni Sacco

Carissimi,

dopo tanto silenzio, provato da qualche sofferenza e da alcune preoccupazioni, eccomi a riprendere nuovamente contatto con tutti voi, parenti e amici. Come sempre, non posso rivolgermi a voi senza dirvi, in primo luogo, tutta la mia riconoscenza per i vostri aiuti che ricevo come segno di affetto e di premura da parte vostra.

Con questi mezzi, messi a mia disposizione, mi trovo in grado di soccorrere tanta povera gente che vive in miseria, e che si rivolge a me per i casi più disperati.

Mi interesso degli “accampati senza terra”, circa 200 famiglie che vivono in condizioni veramente subumane, in attesa che il governo si decida ad assegnare loro un pezzo di terra da coltivare.

In casa condivido il Pane della Provvidenza con i miei otto figli adottivi, che crescono a vista d’occhio con le loro necessità e con i loro problemi.

Gli aiuti che ricevo dalla vostra bontà sono un miracolo di ogni giorno, con cui il Signore mi insegna ad avere fiducia nella sua Provvidenza e a non rifiutare nulla a nessuno. E’ lui che pensa a tutto. Viene da me anche qualche persona di fede protestante pentecostale in cerca di aiuto e, qualche tempo fa, una di queste persone, candidamente, con santa semplicità mi diceva: “Lei Don Gianni, ha un cuore molto buono, mi dispiace soltanto di una cosa: che lei, nonostante la sua carità, vada poi all’inferno, perché non vuole convertirsi !”

Povera creatura, mi viene in casa carica di bambini scarni e denutriti, e chissà cosa le mettono in testa nella setta che frequenta. Io rispondo: ”Anche se andrò all’inferno, quando hai bisogno vieni pure !”

Intanto mi godo un pezzettino di cielo racchiuso nel sorriso dei poveri bambini, che si portano a casa le loro borse logore e bisunte, colme della vostra carità.

Un gruppo di amici, accettando l’invito del nostro amico Luciano Agazzone, mi offre i mezzi per fare la casa per i famigliari di Filippo, l’ultimo degli otto, vispo e intelligente con i suoi quattro anni di età. Intanto sto vedendo come la bontà del Signore si serve del vostro buon cuore per portare speranza dove qualsiasi speranza sarebbe morta.

Con l’aiuto del Maestro Urbano Medeiros, saxofonista eccezionale, mandatomi dalla Divina Provvidenza, sta sorgendo, in Pescador, una banda musicale di adolescenti.

Frequentano le lezioni di teoria circa quaranta alunni e altri 25 sono già in grado di eseguire pezzi facili, elementari. La banda ha, soprattutto, uno scopo educativo per questi adolescenti, che vi trovano un’occasione favorevole per migliorare la loro condotta, dimenticando la droga ed altre cose. In questa banda, a titolo di incoraggiamento, io suono il contrabbasso. Per ora tocca a me perché è lo strumento più pesante e più ingombrante. Se son rose fioriranno… !

Quanto al resto, personalmente, sto bene di salute e sono tranquillo. Dalla fine di gennaio il Vescovo ha dato la responsabilità giuridica della parrocchia ad un mio amico, don Domenico di Alba, per matrimoni e battesimi. Mi ha lasciato, però il meglio, ossia: i poveri, gli ammalati, i bambini ed i giovani e tutto il ministero della catechesi in Pescador e fuori Pescador.

La casa degli anziani ha tutti i posti esauriti ed è amministrata da una giovane di Omegna, Francesca Visconti, volontaria competente ed esemplare nella sua dedizione. Pur avendo questo preziosissimo aiuto rimango, però, sempre impegnato a tempo pieno, ed alla sera la stanchezza si fa sentire, perchè con i miei 70 anni sul groppone, vedo che le cose cambiano, come è logico.

Se dovesse piacere al Signore, penserei di fare un saltino in Italia verso la fine di Agosto. Dopo tutto, la presenza dei parenti e degli amici ed una boccata d’aria italiana, fanno sempre bene.

Ai miei saluti unisco i saluti dei miei bimbi e di Celeste, la loro madre adottiva, tornata dal suo breve soggiorno in Italia, letteralmente al settimo cielo, per aver ritrovato, ormai adolescenti, i dodici bambini da lei accolti neonati e preparati per l’adozione, alcuni anni fa.

Vi salutano e vi benedicono tutti i poveri che aiutate, tra cui l’accampamento dei “senza terra”. Vi saluto e benedico anch’io con tutto il cuore. Il Signore con tutti voi.

A presto allora !

Aff.mo Don Gianni Sacco