Pescador,

15 luglio 2002

Lettere di Don Gianni Sacco

Carissimi,

come sempre, devo ricorrere al duplicatore, per mandare qualche notizia da Pescador, dove risiedo ormai dall’agosto del 1964.

Il mio male cronico è quello di essere sempre in ritardo a scrivere: un po’ per il vizio di rimandare, un po’ per la stanchezza e forse anche per la mancanza di quelle condizioni interiori, che lasciano l’animo tranquillo per mantenere un dialogo tempestivo con gli amici.

La situazione di quest’anno mi ha portato qualche difficoltà.

Cito qualche esempio.

Purtroppo in diocesi abbiamo un vescovo vittima di bevande alcoliche, squilibrato mentalmente, che ci fa tribolare non poco. Non è in grado di mantenere gli impegni che assume, dice e poi disdice, grida e fa scenate anche in pubblico. Abbiamo fatto ricorso alla Santa Sede e speriamo che qualcuno ci dia una mano. E’una desolazione.

Carlino peggiora sempre di più: non lavora, non va a scuola, è stato espulso dal collegio per furti ripetuti ed aggravati, ha fatto altri furti, minaccia di farmi del male, commenta che vuole che io muoia presto per essere libero di fare quello che vuole, frequenta le peggiori compagnie, per cui temo fortemente che vada a finire in qualche casa di correzione del governo.

Queste case di correzione sono corsi accademici della più raffinata delinquenza, che il governo mantiene, perché i Consigli tutelari dei minorenni, sono assolutamente incapaci di seguire ed aiutare le famiglie con casi eccezionali come il mio. Io prego molto per il mio povero Carlino: sento di amarlo veramente come un figlio, piango di nascosto, e mi spaventa l’idea che, con i suoi 16 anni, peggiori ancora di più nella delinquenza.

Non ci sono consigli, suppliche, ammonizioni di amici e conoscenti che lo smuovano dalla sua pessima condotta. Per il Signore nulla è impossibile. E’l’unica speranza che mi rimane.

La miseria morale e materiale della mia povera parrocchia è un peso notevole sulle mie spalle. Ieri sera, dopo la messa una ragazzina sedicenne, molto carina, è venuta da me a contarmi i suoi segreti. E’ stata violentata da un giovinastro all’età di nove anni. Con undici anni ha cominciato ad avere relazioni sessuali con un uomo che conviveva con sua madre, prostituta ed ubriacona.

Dopo la morte di quest’uomo, uno zio ha cominciato a molestarla sessualmente. Quando ha scoperto che sua madre si dava alla prostituzione per guadagnare un pezzo di pane per lei, una sorellina malaticcia ed altri fratelli, abituata ormai alla malavita, anche lei si è data alla prostituzione, in questo ambiente miserabile, per guadagnare qualche spicciolo da dare a sua madre.

Un consigliere comunale le chiede di passare una notte a letto con lui, in cambio di un panino ed una coca-cola, altri le offrono il valore di un euro per un quarto d’ora di sfruttamento.
Mentre mi raccontava tutta la sua tristezza, le scendevano grosse lacrime dagli occhi, mi stringeva le mani nelle sue e mi diceva: “Mi aiuti padre, perché io voglio morire!”.

Io ero impressionato ed avvilito perché chi doveva informarmi di questo caso non l’ha fatto, e perché il consiglio comunale dei minorenni, anche in questa circostanza, non interviene per incompetenza e per vigliaccheria.

“Ebbene, Jaqueline, - le ho risposto – invece di morire, soprattutto alla tua età, è molto meglio vivere. Sei una bella ragazzina, vieni sempre in chiesa, tu hai voglia di uscire da questa situazione terribile, ed io conosco uno che ti aiuterà senz’altro”.

“Ma sarà una persona buona davvero, che non vorrà il mio corpo in cambio di qualche favore?”.

“No di sicuro!”, le ho risposto.

“E dove abita?”, ha chiesto.

“Sei curiosa di saperlo?......Ebbene te lo dico subito: è una persona che ti ama immensamente,e abita nel tuo cuore, vicino alla tua croce. Tu sai chi è: si chiama Gesù! E siccome io e Lui siamo amici, io sono responsabile per le medicine di tua sorella, per le spese che ti saranno necessarie, per i libri della scuola e per altre cose, in modo che nessuno più abusi di te. E tu sentirai una grande voglia di vivere e cantare, perché non sarai più schiava di nessuno.

Dal modo in cui esprimeva la sua felicità ho capito meglio perché la peccatrice perdonata ha sentito il bisogno di baciare e profumare i piedi di Gesù.

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Ecco quindi qualche indicazione che può spiegare, forse non giustificare, il mio lungo silenzio. Certe situazioni spirituali e psicologiche non sono sempre facili da superare.

Il 6 agosto prossimo dovrei arrivare in Italia, a Dio piacendo, per un po’ di riposo fino al 7 ottobre, al paese natio di Bogogno (tel. 0322-809118).

Spero di rivedervi tutti in ottima salute e potervi ringraziare personalmente per tutta la vostra bontà.

Con i saluti più cordiali e affettuosi.

Aff.mo Don Gianni Sacco