Pescador, S. Natale 2001

Lettere di Don Gianni Sacco

Carissimi parenti e amici,

per gli auguri di Natale devo ricorrere sempre al ciclostile perché il tempo non mi permette di scrivere una bella lettera a tutti.

Chiedo scusa se questo mezzo rende meno personali i nostri rapporti, ma sono sicuro, al tempo stesso della vostra comprensione.

La mia salute, al momento, è molto buona anche se tengo sempre in considerazione quello che dicono i medici: “ la salute è un periodo provvisorio di benessere fisico che, però non promette nulla di buono!”.

Intanto ringrazio il Signore che accetta ancora la mia proposta: “ Signore, aumenta pure il lavoro, ma, in cambio, lasciami la salute!”.

In casa, i bimbi crescono, ringraziando il Signore, e, con la loro adolescenza, arrivano i problemi relativi, ma, al tempo stesso, ho la sensazione, se non mi sbaglio, che è proprio questo il momento più bello per sentirsi papà, dialogando con loro, spiegando tante cose, e, naturalmente, dando tempo al tempo, perché i problemi non sono facili.

Carlino, ribelle per natura, si trova, per un’esperienza, in un collegio vicino a Rio de Janeiro: è un collegio di tipo famigliare con pochi alunni, seguiti da personale ben preparato. Il Direttore mi dice che Carlino obbedisce e non dà nessun problema, e Carlino mi telefona spesso per chiedermi qualche dolcino, ma soprattutto per assicurarsi che il mio affetto verso di lui, non venga meno.

E’ la Provvidenza divina che mi ha fatto trovare questo collegio che, con la normale disciplina, offre a Carlino un buon supporto didattico e pedagogico. Per le vacanze Carlino verrà a casa, e, da, quanto mi dimostra, è sereno e tranquillo.

Fernanda con i suoi 14 anni, alta e bella fisicamente, trova qualche cuoricino che incomincia a battere per lei, e, naturalmente, lei non si dimostra insensibile.

Allora, ogni tanto, facciamo qualche bel discorsino insieme. Io le spiego tante cose, adducendo conclusioni logiche, irrefutabili ( per me). Lei ti guarda con due occhioni belli, sorride, dice che è d’accordo con me, ma capisco che deve essere seguita con cuore di padre, con pazienza, ed, alle volte, con un po’ di fermezza, perché la sua età non è l’età dei sillogismi.

Gli altri sei vanno bene, con una nota di felicità per Filippo che si dimostra molto intelligente, nonostante i suoi tre anni e mezzo.

Uscendo un po’ dall’ambito strettamente famigliare, devo dire che il mio lavoro sul vasto territorio parrocchiale va avanti bene. Le comunità si rendono consapevoli della loro fede, migliora la qualità della partecipazione alla S. Messa ed ai Sacramenti, e naturalmente aumenta la richiesta della presenza più frequente del sacerdote. E’ un lavoro continuo, abbastanza impegnativo e, alla mia tenera età, un po’ anche stancante.

Stiamo iniziando la costruzione di un asilo nuovo per i bambini più bisognosi nella vicina Nova Mòdica, che fa parte della parrocchia, ed in un’altra località vicino a Pescador, seguo l’avvio di un centro, con scuola agricola, per quaranta ragazzi abbandonati, che avranno tutta l’assistenza necessaria, ed una partecipazione agli utili dei prodotti venduti, come mezzo di incoraggiamento al lavoro.

Ogni tanto dò una mano alla “Città dei Ragazzi”, a 80 Km. a sud di Pescador, dove lavorano la suore, nate in Brasile da genitori veneti. Loro parlano praticamente in veneto con me.

E, quasi ogni giorno, assisto bambini ammalati, handicappati, deficienti mentali al punto che sto pensando alla possibilità di utilizzare l’ospedaletto,ancora chiuso, per farne un centro di assistenza a queste povere creature, che meritano tutto il nostro amore.

Anzi penso che il Signore mi vuole bene se mi ritiene ancora in condizioni di poter dare assistenza a questi innocenti. Vedremo cosa sarà possibile fare.

Parlando di queste cose, e pensando ai mezzi che ricevo costantemente da Voi, devo esprimere tutta la mia riconoscenza, per la vostra bontà e per la fiducia che mi dimostrate mandando sempre il pane quotidiano da dividere tra tanti poveri fratelli: vecchi,ammalati, deficienti o abbandonati.

Qui viviamo della Provvidenza Divina: senza nulla in tasca, ma senza mancare di nulla, perché, al momento giusto, quello che necessario, arriva puntualmente e con abbondanza.

Ringrazio tanto il Signore e tutti voi che aiutate con la vostra generosità.

Se vi piace una nota di poesia, vi devo dire che sotto le travi della mia cucina, proprio sopra la porta della camera delle bambine, c’è una nidiata di passerotti.

La cucina non ha soffitto, sono visibili le travi e le tegole.

Non direi che sia come la cucina del castello di Fratta di Ippolito Nievo, ma è un locale ampio, con due tavoloni lunghi ed un bel camino, dove borbotta, sovente,il pentolone della minestra.

I passerotti hanno entrata libera, e sono in tale amicizia con i bambini, che vengono perfino sul tavolo a prendersi le briciole rimaste, dopo la colazione del mattino, fermandosi anche a un metro, circa, dalle persone.

“Guardate gli uccelli dell’aria –dice Gesù – non seminano e non mietono, eppure il Padre celeste li nutre!”.

Ed io guardo con tenerezza i miei bimbi, venuti dalla strada. Non seminano e non mietono, eppure il Padre li nutre con infinito amore.

Al momento della preghiera, li invito a ringraziare insieme la bontà del Padre, spiegando che il pane di ogni giorno, viene dal Cielo, per noi, i passerotti di casa e tutte le creature di Dio.

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Il Natale si avvicina, quest’anno, con preoccupanti interrogativi.

Di che cosa saranno capaci gli uomini?

Non lo sappiamo e non vogliamo neppure pensarci più di tanto, perché sappiamo di che cosa è capace il Signore.

Gesù è i lSignore del mondo e della storia: se si è fatto uomo come noi, è perché, sicuramente non aveva nessuna intenzione di abbandonarci: anzi…..

Allora guardiamo verso il cielo: gli Angeli ritorneranno a cantare la Pace attesa da millenni e Gesù sarà la nostra pace.

Con gli auguri più affettuosi mando la mia preghiera per tutti voi, ed i baci dei bimbi.

Aff.mo Don Gianni Sacco