Pescador, Natale 1999 !

Auguri con tutto il cuore !

Lettere di Don Gianni Sacco

Carissimi,

quest’anno provo a scrivere prima, nella speranza che i miei auguri arrivino prima di Natale, e non alla fine di gennaio, come l’anno scorso per la maggior parte.

Le notizie sono belle e, alcune meno.

Con un terreno donato dal Sig. Silvano Boroli di Novara, sto concludendo la consegna dei lotti per la costruzione di case di circa 200 famiglie senza tetto. Finalmente il Sindaco ha accettato di inserire il terreno nel perimetro urbano, e provvederà ai servizi correlativi di prima necessità.

Due cappelle sono state costruite nella zona rurale della parrocchia, con la buona volontà e l’aiuto locale, e, come sempre, con la partecipazione degli amici italiani.

Altre due saranno iniziate dopo Natale, come si spera, tra la gioia sincera di queste comunità povere, che vedono, nella cappella, la valorizzazione della loro fede semplice, ed un punto di riferimento per il culto domenicale, dato che, per loro, la S. Messa è possibile soltanto una volta al mese.

Le notizie meno belle purtroppo ci sono.

Il governo ha ridotto drasticamente le sovvenzioni agli ospedali e quelli piccoli, come quello di Pescador, sono chiusi. Alla Città dei Ragazzi, qui vicina, tenuta dalle suore, il governo offre solo 300 dollari al mese, per mantenere 65 ragazzi abbandonati. Sono meno di 5 dollari al mese per persona.

L’asilo infantile, di cui sono stato presidente, aperto per sfamare i bambini più poveri, riesce a sopravvivere solo con la carità della gente e l’aiuto degli amici italiani, perché il governo non dà più un soldo, da nove mesi a questa parte. Il sindaco non se ne cura perché i bambini non votano.

Per rifornire di carne la Città dei Ragazzi e l’asilo infantile, la Provvidenza mi aiuta in un modo curioso. Per fortuna mia i brasiliani non mangiano carne di cavallo. (Sarebbe come per noi, mangiare carne di cane). Allora, quando un cavallo si rompe una gamba o si sloga un’ anca, non serve più a nulla, per cui i proprietari me lo cedono gratuitamente. Lo faccio macellare con le dovute cautele e ne metto in freezer la carne ben macinata.

Qui la carne di cavallo subisce una strana metamorfosi, ancora non bene accertata scientificamente, perché dopo una settimana in freezer, la suore della Città dei Ragazzi, la cuoca dell’asilo ed altre persone in buona fede, ( Dio mi perdoni) mi fanno i complimenti, perché la carne di bue, che ricevono da me, è molto migliore dell’altra.

Il macellaio, dietro congrue mancette, mantiene il segreto, e chi mi cede un cavallo da utilizzare, sapendo che non corre il rischio di comperare la carne in qualche macelleria di Pescador, poco s’importa della destinazione del suo povero cavallo.

Intanto io me la cavo con pochissima spesa perché due buoi al mese, come è necessario, costerebbero almeno ottocento dollari, e non mi sento in colpa perché la carne di cavallo fa veramente bene. Se dovessero scoprire il trucco,dovrò poi trovare il sistema di fare una clonazione estemporanea in modo che il cavallo, almeno con due corna posticce, diventi bue prima di essere sacrificato a beneficio dell’umanità.

Mentre scrivo, mi viene alla memoria quello che mi diceva la mia nonna “Manghina” buon’anima: “Quando l’acqua arriva al…. diciamo meglio: alla cintura, si impara a nuotare”.

Effettivamente avrò molto bisogno di nuotare, perché in mezzo a tanta miseria, mi sembra di trovarmi come in una barca bucata, con i remi rotti e un secchio senza fondo.

I poveri fanno sempre ressa alla mia porta: la disoccupazione aumenta. Alla povera gente manca tutto, meno lo spettacolo della violenza e lo scandalo dei deputati e graduati della polizia coinvolti in furti di grande stile e nel traffico della droga…..

In casa i bambini vanno bene, grazie a Dio. Meno bene il Carlino che studia di malavoglia, dicendo che lui vuole fare l’artista. Filippo ha quasi un anno e mezzo, sgambetta dappertutto e fa la faccia offesa quando non gli permetto di mettere a soqquadro i cassetti della mia scrivania. Se ne va, voltandosi a guardarmi serio, due o tre volte, poi torna all’attacco. Con due o tre baci aggiustiamo le nostre cose alla meglio, e restiamo in buona amicizia. ( Fosse così anche all’ONU).

Concludendo: tirate le somme devo dire che, nonostante tutto, vado avanti con la gioia di poter essere ancora utile, sento sempre di più la riconoscenza per gli amici che m i aiutano a soccorrere la povera gente, e mando a tutti gli auguri più affettuosi per il prossimo S. Natale.



Aff.mo Don Gianni Sacco