Pescador, Natale 1992

Lettere di Don Gianni Sacco

Carissimi,

le notizie principali che vi posso comunicare, un po’ in fretta, sono le seguenti:

il pretino novello che mi ha sostituito durante il mio soggiorno in Italia è andato in una parrocchia lontana da Pescador, così sono nuovamente solo: però la salute mi giova molto, ed i dolori della mia ernia al disco sono scomparsi, di modo che riesco a fare quasi del tutto agevolmente i miei lavori.

L’ernia al disco potrà ancora riservare sorprese, naturalmente, ma nel frattempo tiriamo avanti.

Al mio ritorno la gente umile e semplice mi ha accolto con tanto affetto.

A Pescador i politici che hanno vinto le elezioni del 3 ottobre, sono arrabbiati con me, perché volevano strumentalizzare il mio ritorno ai loro secondi fini.

Io sono arrivato di sorpresa e così è sfumata la loro festa: stanno tendendomi delle insidie stupide ma il Signore mi dà la prudenza di non rispondere alle loro provocazioni, ed io ringrazio il Signore.

Mia gioia grande sono i bambini. Carlina non accetta i miei baci quando ho la barba lunga, fa la faccia offesa, però mi sorride subito e mi tende le manine.

Fernandino ha fatto progressi veramente eccellenti, ne sono felicissimo.

Simona è meno ostinata e più obbediente, mentre Fernanda dimostra di essere una donnina molto giudiziosa e molto carina.

Carlino, dopo la mia partenza è entrato in crisi. A scuola non andava più bene, piagnucolava spesso chiedendo di me, ed un giorno disse a Celeste che voleva morire. Pensava così: se il papà è andato via in aereo, deve essere in cielo. Se io muoio vado in cielo e così trovo il mio papà.

Celeste ha dovuto tribolare parecchio per tranquillizzarlo un po’. Al mio ritorno Carlino mi stringeva, mi abbracciava, mi guardava a lungo ed era felice.

A casa mia sono ritornati i poveri, in lunga fila, in cerca di cibo, medicinali, indumenti e qualche buona parola.

Finita la campagna delle elezioni amministrative comunali, sono finite le promesse, e la povera gente, delusa, a testa bassa, ritorna a bussare alla porta del parroco. Nessuna ritorna a mani vuote, perché la divina Provvidenza provvede sempre qualcosa da dividere con chi ha meno.

La situazione economica del Brasile è sempre disastrosa.

Per eventuali adozioni, non posso ancora prendermi nessun impegno.

Da febbraio in poi ci sarà una commissione centrale a Belo Horizonte che segnerà i bambini disponibili su di una lista ufficiale, per eventuali coniugi stranieri.

Le riunioni delle commissioni saranno ad ogni primo venerdì del mese. Quindi non si sa quanto tempo bisognerà aspettare per poter adottare un bambino.

Quello che interessa alle autorità non è il nome dei bambini abbandonati, ma salvare la faccia con una serie di ipocrisie, al fine di far sembrare che stiano facendo tutto il possibile per combattere abusi ed arbitrarietà nelle adozioni. Intanto la situazione dei bambini abbandonati si fa sempre più tragica. Celeste si sta interessando di due bambini che le loro mamme non vogliono e si dovrà trovare qui una soluzione adeguata del problema.

“Un bambino è venuto a salvare il mondo e tu hai già salvato un bambino?”

A questa domanda appesa sui muri di Belo Horizonte, in occasione del Natale, le autorità hanno risposto offrendo la strada, la prigione o la morte a chi aveva tutti i diritti di essere salvato.

Aff.mo Don Gianni Sacco