NOTIZIE DA PESCADOR

Marzo 1992

Lettere di Don Gianni Sacco

Trovandomi sempre con troppo lavoro e con tanta stanchezza, ricorro al ciclostile per scrivere qualche notizia agli amici.

Il 23 febbraio scorso due ragazze di Pescador hanno fatto la professione religiosa e sono disposte ad offrire al Signore la loro vita al servizio del Regno di Dio.

Il 30 maggio sarà ordinato il primo sacerdote novello di Pescador: il diacono Josè Carlos, che mi sta aiutando in questi mesi e mi sostiuirà durante le mie vacanze che spero di poter passare in Italia, durante la prossima estate, se così sarà il volere di Dio.

In casa si trovano sempre Fernandino, Carlino, Simona e Fernanda, felici di crescere come fratelli. Fernandino e Carlino vanno a scuola preparandosi per la prima elementare, che frequenteranno l’anno prossimo.

Simona e Fernanda vanno all’asilo e faranno la prima fra due anni. Mi sento veramente felice di poter aiutare questi quattro innocenti nei primi mesi della loro vita, ed il fatto di sentirmi chiamare “papà” mi fa sentire in cuore un’emozione indicibile.

Ogni tanto mi arriva in casa qualche bambino abbandonato dalla madre. Ormai la gente sa dove recapitare questi “pacchetti”. Celeste, che fa da mamma ai quattro, si prodiga per trovare chi doni il latte a chi non ha avuto l’amore della propria mamma. Bacia queste creaturine, se ne prende cura fino al momento in cui la Provvidenza Divina mandi persone capaci di dare affetto e tenerezza a chi è nato con il diritto di vivere e di essere felice.

Qualche settimana fa una donna sventurata ci ha lasciato qui in casa tre bambini in una sola volta, mentre un altro l’aveva già portato un mese prima.

Tutti e quattro sono già a posto in case dove potranno crescere bene. Ieri, due marzo, una coppia di belo Horizonte è venuta a ritirare un bel maschietto, nato il 19 febbraio, e consegnato qui a noi come si consegnerebbe un gattino.

Potrei aiutare tante coppie italiane per l’adozione di bambini se, da qualche mese a questa parte, le autorità brasiliane non opponessero tante difficoltà.

Non si sa perché, in molte regioni del Brasile, giudici e promotori di giustizia,cercano di rendere sempre più difficili e sempre più lunghe le pratiche di adozione.

Tre coppie venute da me alla metà di novembre per tre adozioni, in preventivo accordo con il Consolato del Brasile di Milano e con le autorità locali, sono ancora qui a tribolare, per colpa di un promotore di giustizia che, dopo aver autorizzato l’adozione e firmato tutti gli atti del processo, ha impugnato la sentenza del giudice, solo per far tribolare e per affermare, nella maniera più abietta ed abominevole, la su cattiveria e la sua vigliaccheria.

Non bisogna dimenticare mai che il Brasile è ancora un paese selvaggio nella sua struttura.

La giustizia non esiste, il governo è composto da incapaci e da ladri, l’analfabetismo è ancora un fenomeno della maggioranza della popolazione, scuole ed ospedali fanno pietà.

Quando una popolazione ha in testa solo calcio e carnevale, si può già immaginare di che cosa è capace.

Intanto il fenomeno dei ragazzi abbandonati diventa sempre più preoccupante. Il governo è in grado di offrire solo la strada, poi la prigione e sovente la morte.

Le squadre di sterminio hanno la tacita approvazione delle autorità e della polizia, che aiuta spesso e volentieri, nell’uccisione di ragazzi e bambini, magari usati prima, per qualche tempom nel traffico della droga. Sono in grado di documentare tutte queste affermazioni.

Ecco qui, in riassunto, le notizie principali.

La mia salute va benino, ma mi sento stanco. Il lavoro aumenta sempre e l’età non si ferma.

Spero di riposarmi un po’ in Italia, se Dio vorrà, tra qualche mese.

Ho un immenso desiderio di rivedere ed abbracciare i parenti e gli amici.

Aff.mo Don Gianni Sacco