AGLI AMICI DELL’EMISFERO NORD

Pescador, 7 agosto 1991

Lettere di Don Gianni Sacco

Carissimi, il tribunale superiore ha mandato il giudice di Itambacurì a Pescador a fare indagini. Vogliono sapere perché mi interesso di bambini abbandonati, perché li mando solo in Italia, perché è lo stesso avvocato che accompagna le pratiche. Il giudice è venuto ieri: abbiamo steso insieme le risposte ed ha fatto una relazione coi fiocchi, a mio favore. Le relazioni delle assistenti sociali mandate da voi, a suo tempo, ci sono servite meravigliosamente bene a provare tutti i vantaggi e la loro serietà delle adozioni. Poi il giudice ha gradito una buona lasagna, fatta anche lei coi fiocchi, annaffiata dal vino indicato dall’amico Grappiolo Giuseppe e, quando è ripartito da Pescador, aveva il viso acceso dalla sua intemperanza. In Brasile mille bambini o adolescenti muoiono ogni giorno di stenti o di fame, o assassinati nelle grandi città dalle squadre di sterminio, e certe autorità del Basile, ipocritamente ammantate da un falso amor di patria, non vedono di buon occhio le adozioni internazionali.

La verità è che sentono tutta la vergogna di una situazione che non vogliono correggere, ed avrebbero piacere di lasciar morire di fame molti innocenti, piuttosto che lasciarli adottare, nell’illusione di diminuire la cattiva fama che il Brasile, in fatto di bambini abbandonati, gode in tutto il mondo. Il tribunale di Itambacurì è dalla mia parte e quindi, avendone l’occasione, continuerò come prima. Tra gli argomenti addotti dal giudice di Itambacurì per giustificare il mio modo di agire, oltre il fatto di avere in casa quattro bambini, c’è il fatto che la FEBEM (Istit. Stat. per il benessere dei minori, ossia la scuola di addestramento dei futuri ladri, stupratori e assassini della società ) mi ha mandato alla fine di luglio, un ragazzo di sedici anni, nato a Pescador, poi accolto dalla FEBEM in condizioni disgraziate, ed ora dimesso perché dovrebbe essere autonomo. L’argomentazione del giudice dovrebbe tagliare la testa al toro: se lo Stato ti affida un ragazzo che viene dalla peggiore scuola del mondo,

non ha più nessun diritto di dubitare delle tue buone intenzioni. Come argomento va. Quindi tutto si risolve a mio favore, di sicuro. Il ragazzo venuta dalla FEBEM si chiama Elismar. Ha fatto un corso di falegnameria, e sembra che la cosa che abbia imparato più di tutte le altre è quella di aspirare l’odore della colla, perché sa poco o niente.

Lavora qui da noi ed è ospite di una famiglia molto buona che l’ha accolto in spirito di carità. In questi primi giorni gli operai hanno notato che si comporta bene e si sforza di imparare. Se andrà avanti così potrà avere anche lui buone speranze per il futuro. Speriamo bene.

Le condizioni economiche del Brasile sono rosee. Il governo dice che l’inflazione non è del tutto debellata, perché è solo del 12% al mese. Per capire come sia bene informato il signor governo basta pensare che le piastrelle che ho comperato in aprile, per la casa a 1.250 cruzeiros al metro quadro, oggi costano 5.600 al metro quadro.

La costruzione della casa per le persona anziane è arrivata al tetto. A fine settimana il tetto sarà pronto. Gli altri lavori vanno avanti a ritmo normale, in modo da sperare l’inizio delle attività della casa per il prossimo Natale.

Venendo ai bambini posso dirvi che Fernando, in questi giorni ha avuto lo sblocco del meccanismo che gli impediva di pedalare, sul triciclo. In questi giorni qualcosa di nuovo è avvenuto, per cui ha iniziato a pedalare e va bene sul suo triciclo. Non sarebbe ancora capace di avere l’equilibrio per usare una biciclettina normale, ma un giorno ci arriverà. Sono fiducioso che migliori perché dimostra memoria e intelligenza come gli altri. Simona e Carlino vanno già da soli sulla biciclettina, e fanno già i loro buoni ragionamenti. Simoni è furbissima e molto cocciuta. Carlino è sempre molto affettuoso e, alle volte, piagnucolone più del necessario. Fernanda è molto amabile, affettuosa e estremamente sensibile. Vedremo poi cosa salterà fuori da questo mosaico, sui generis, che avvicina nature e storie tanto diverse.

Le mamme dei bambini che avete adottato voi, non si interessano più dei loro figli naturali, e non chiedono nessuna notizia.

Mi è giunto l’eco della festa di luglio, organizzata in quel di Casorate, coi sorrisi di Mariangela, col duro cipiglio di Giuseppe, con la velocità lampo di Eugenio e con la affabilità di Paola, e, naturalmente col pepe e col sale sapientemente dosati di Giuseppe III°. Se sono stato bene informato i nostri hanno avuto la collaborazione e l’appoggio del gruppo e tutto è riuscito molto bene. Non avrei mai immaginato, alle prime adozioni, che le cose prendessero questa strada. Sono le belle sorprese della vita che avvicinano e rendono amiche persone di cui si ignorava l’esistenza.

Io che ricevo i frutti della vostra bontà e dei vostri sacrifici non saprò mai come ringraziarvi. E’ proprio dalla vostra generosità che mi è venuta la gioia di poter offrire ai quattro frugoli ed a Celeste la tranquillità della loro casa e tutta la serenità per il loro avvenire . E questo non è sicuramente per quel poco che ho fatto per voi.

E’ perchè la vostra bontà è veramente troppo grande. Prego il Signore che moltiplichi la gioia che avete e che date ai bambini, che amate forse più ancora di quanto amereste se fossero vostri anche per natura. La casa che avete aiutato a costruire è sempre a vostra disposizione, ed il fuoco acceso nel camino, nelle serate fresche, come il nostro affetto sono sempre in attesa di un vostro ritorno.

Termino mandando a tutti la più viva riconoscenza, i bacioni dei bambini, ed i ricordi affettuosi di Celeste.

Aff.mo Don Gianni Sacco