RIVISTA DIOCESANA NOVARESE

Rubrica “In memoria”
 
N. 7   Agosto / Settembre 2008   pagine 454 – 455 - 456
Don Gianni Sacco
 
Domenica 7 settembre, don Gianni Sacco ha concluso la sua missione in terra brasiliana presso l’ospedale di Itambacurì, dov’era stato ricoverato d’urgenza. Ad Ipatinga invece era stato assistito nei mesi precedenti quando la malattia era progredita inesorabilmente. In quell’ospedale aveva ricevuto le cure più adatte e aveva avuto il conforto della vicinanza del suo amico Luciano Agazzone.
 
Nel 1999 già scriveva “la mia salute, grazie a Dio, va bene e spero di potermi spendere per il Regno del Signore, anche con la consapevolezza di essere un servo inutile. Non sappiamo quanta giornata ci resti ancora da compiere: assieme riceveremo il nostro soldo e sarà l’inizio della felicità senza fine, a cui aspira il nostro cuore inquieto”.
 
Don Gianni era nato il 5 novembre 1932 a Bogogno (Novara). Ordinato sacerdote il 22 settembre 1956, venne nominato coadiutore di Trecate. Come assistente delle ACLI fece rifiorire con numerose iniziative la sezione giovanile.
 
Nel 1959 gli furono affidate le parrocchie di Fervento e di Rimasco in Valsesia. Era giovane e le parrocchie gli parevano molto piccole. Quando i Missionari della Consolata di Varallo Sesia gli proposero di unirsi a loro ne parlò al Vescovo, che lo indirizzò alla diocesi di Teofilo Otoni in Brasile.
 
All’arrivo di don Gianni il paese era estremamente povero. Mancavano acqua e luce, le strade erano fangose e polverose. La chiesa del paese era in fase di costruzione.
 
Don Gianni incominciò la sua opera proprio da quella struttura, portandola a compimento.
 
Avviò l’esperienza di una fazenda per insegnare a valorizzare la terra, anche introducendo le prime macchine agricole; avviò una falegnameria, una segheria, un’officina meccanica e soprattutto l’ospedale, unico nella zona.
 
La cura pastorale a lui affidata comprendeva anche i centri di Nova Modica e Sao Josè do Divino.
 
Promosse la formazione catechistica con la stampa di libretti, facili ad essere usati e la formazione dei laici anche con borse di studio.
 
Iniziò ad accogliere nella sua casa alcuni bambini abbandonati che così descriveva: “Fioriscono con i loro occhi il lungo tavolo della cucina, allietano la casa con i loro trastulli… tocca a me spezzare il pane in chiesa e al tavolo”.
 
Aveva favorito alcune adozioni di bambini abbandonati, secondo le normative previste dalla legge, a famiglie brasiliane e italiane.
 
Ai numerosi amici e sostenitori scriveva: “Trovandomi in mezzo a troppa miseria è impossibile rifiutare gli aiuti a chi si trova ammalato o sulla strada con una famiglia numerosa. Non saprò mai essere abbastanza riconoscente per il bene da voi ricevuto”.
 
Con la generosità e il sostegno dei numerosi benefattori ha potuto realizzare diverse opere: la chiesa di Nova Modica, numerose chiese e cappelle in molti piccoli villaggi, l’asilo a Pescador e a Nova Modica, una casa per bambini abbandonati sempre a Nova Modica ed anche a Itambacurì, ha provveduto a dare alloggio a circa 250 famiglie che erano senza tetto, ed infine la Casa di Riposo, affidandone la conduzione alla volontaria laica Francesca Visconti di Omegna.
 
Nel 2003 ebbe la gioia di poter realizzare un progetto che gli stava molto a cuore: formare una banda musicale con adolescenti e giovani.
 
Nel 1996 il Governatore del Minas Gerais gli conferì una medaglia di “Gran merito” per alti meriti umanitari.
 
Nel 1999 il nuovo Vescovo Diogo Reesink, francescano olandese, lo nominò Vicario Generale della diocesi di Teofilo Otoni, ma nel 2002, quando il vescovo lo rimosse da questo incarico e anche dalla responsabilità delle parrocchie, i parrocchiani così vollero esprimere la loro stima e sofferenza “Padre Giovanni è un mito, una leggenda viva, rappresenta la speranza della nostra comunità che deve a lui quello che ha di meglio”.
 
Nell’ottobre del 2006 ebbe la gioia di festeggiare il 50° della sua ordinazione sacerdotale a Bogogno.
 
Ritornato in Brasile nel settembre del 2007, ormai seriamente malato, accolse con gioia la visita del Vicario generale, don Gregorio Pettinaroli e del direttore del Centro missionario diocesano, don Mario Bandera.
 
I funerali sono stati celebrati mercoledì 10 settembre alle ore 15 brasiliane (alle 20 in Italia), a Pescador presieduti dal Vescovo di Caetitè, il novarese Dom Guerrino Brusati; era presente don Mario Bandera, direttore del Centro missionario diocesano e l’amico Luciano Agazzone.
 
Nei giorni precedenti il funerale la salma era stata portata nelle chiese sussidiarie per favorire la preghiera di suffragio di moltissime persone che hanno manifestato tanta commozione e riconoscenza verso don Gianni che ha voluto essere sepolto in terra brasiliana vicino alla sua gente.