UNA PERLA
 
PREZIOSA

E’ come di quell’uomo… che, secondo il racconto scritto nel Vangelo di Matteo, “va in cerca di perle preziose. Quando ne ha trovata una di grande valore, va a vendere tutto quello che ha e compra quella perla”.
 
Mi è tornata alla mente questa pagina incontrando don Gianni Sacco, missionario in Brasile da trent’anni e, più precisamente, nella regione del Minas Gerais, il paese delle “perle”, la miniera delle “acque marine”, dei “topazi” di ogni tipo e colore.
 
Un uomo, un prete, una “perla”. Anzi, forse meglio: una “perla” di uomo e di prete.
 
Lo dico qui, a distanza di molti chilometri perché, guai a me, se mi sentisse!
 
E, però, farei un torto a me ed a chi mi legge, se non lo dicessi. Sì, proprio nella terra delle pietre preziose, ho visto ed incontrato un uomo ed un prete, che ha avuto il coraggio e continua ad averlo di vendere tutto per comperare l’unica “perla preziosa” che vale, quella dell’amore, che scaturisce dalla scelta di Cristo e del suo Vangelo, che scopre, seminato e racchiuso, nelle profondità del cuore della gente “ricchissima” perché “povera” del Minas Gerais.
 
Don Gianni e l’amore, il campo e la “perla”.
 
Intreccio incantato di valori, ricercati e difesi con ogni evangelica astuzia e sostenuti nello scorrere normale dei giorni e delle notti, che distendono la vita e la speranza di un prete, maestro nell’arare la terra, nel seminare la carità e nell’approfondire sentieri.
 
L’ho visto coi miei occhi, e da vicino. Al solo guardarlo, ho avvertito dentro di me una pace profonda. Quella che si sente davanti a chi, per le prove che dà, rende viva la voglia di stare in silenzio. A pensare, ad osservare, a scrutare ciò che passa dentro di lui, lo attraversa e riemerge.
 
E’ capitato così ogni volta che l’ho sentito. In tutte le occasioni usciva fuori, sia pure dalle parole misurate, qualche luccichio di preziosità interiori.
 
Segreto dei “minatori”, che sanno trovare la “vena” per giungere ai “doni” umilmente nascosti nei segreti dell’apparenza più scontata e indifesa.
 
Questo, in particolare, mi ha colpito quando ho visto don Gianni portare tra le braccia robuste una piccola bimba e tenere, con le mani sicure, un fanciullo di pochi anni.
 
Se, in quel momento, mi avessero chiesto di dire qualcosa sull’amore, la gioia, la pace, la speranza, osservando la scena descritta, sarei riuscito benissimo. Infatti, senza sprecare parole, avrei detto: “Guarda e capirai”.
 
E così sarebbe stato per chiunque. E’ avvenuto per me. Dunque…
 
Se, poi, aggiungessi che quei bimbi, dei quali ho parlato, sono addirittura sette e che, con infinita dolcezza quando chiamano don Gianni, dicono “Papà”, allora anche la persona più scettica sulle mie affermazioni avrebbe taciuto.
 
O, forse, non sarebbe riuscita a fare silenzio. Quanto meno con gli occhi, i quali, di fronte a scene di paternità tanto convincente, limpida e disinteressata, non riescono a trattenere piccole gocce preziose. Le quali, guarda caso, anch’esse scendono… verso le profondità, sulla strada del cuore, diventando, col tempo, piccole “perle” depositate nella miniera di ciò che sta dentro alla vita di tutti.
 
Certamente di coloro che ho incontrato nella Parrocchia di Pescador, nella famiglia di Joacquim Cabral, proprietario terriero e “padre adottivo” di trenta “meninos de rua”, amico e sostenitore prezioso di don Gianni e di Celeste, la “mamma legale” dei bimbi raccolti attorno a don Sacco.
 
“Celeste”: un nome come altri o dice di più? A me pare! Anche tra le “perle” c’è distinzione: di bene in meglio. Celeste è una “perla” tra le “perle”.
 
Nel nome del Vangelo. Grazie anche a Lei, umile e coraggiosa donna, che impreziosisce l’immensa e vasta terra del Brasile.
 
“Celeste”: punto luccicante sul volto del “gigante” dell’America Latina.
 
Attraversi l’oceano il mio e nostro ringraziamento e saluto per lei, per tutti gli amici incontrati, per don Gianni che nel “Sacco” delle pietre preziose, che porta sulle spalle, nasconde l’evangelica “perla preziosa”.
 
Da: “L’Azione” 25 marzo 1995
 

Don Gianfranco Tabarini